Realizzazione della Eibhlín EmpyricA.

Dopo aver sanitizzato tutto con la candeggina inodore, diluita in acqua, mi ha raggiunto il mio amico Teo, nei panni di assistente di mastro birraio. Per prima cosa abbiamo macinato il malto Crystal per il partial mash, utilizzando una bottiglia di vetro: per tutta la cucina si è sprigionato un intenso profumo di orzo tostato, che ha infastidito la maggior parte dei presenti (eccetto noi, ovviamente, inebriati da esso). Una volta sminuzzati grossolanamente i 180g di grani, li abbiamo aggiunti a 37cl d’acqua bollita per estrarne glucosio e maltodestrine. Inutile dire che già a questo punto volevano ucciderci per l’odore sprigionato e diffusosi in tutto il palazzo…Per lo sparging abbiamo aggiunto un altro mezzo litro d’acqua calda e portato il mosto a 4 litri con acqua di rete, dopodichè abbiamo aggiunto 1,70kg di estratto di malto liquido Goldmalt. Non avevo mai visto niente di quella consistenza, se non della vernicie da legno, ma ancora più densa. In pochi minuti la soluzione in pentola ha comninciato a bollire. Aspettati cinque minuti, per sterilizzare il mosto, abbiamo poi aggiunto un plug (14g) di luppolo Challenger. Quaranta minuti di bollitura, per l’infusione del fiore aromartico, aggiunta di 100g di miele di fiori d’arancia a 15 minuti dalla fine (per preservarne gli aromi) e subito dopo una punta di cucchiaio di Irish Moss, per la chiarifica. L’operazione di travaso è stata molto più semplice del previsto: il calderone, in alluminio leggero, ha un’alta dispersione del calore, pertantonon è stato difficile maneggiarlo, per versare tutto il contenuto in una damigiana (la 2 per l’esattezza). Incerti se il vetro fosse temperato o no, abbiamo prima sciacquato il recipiente con dell’acqua calda sui 50°C, poi introdotto il mosto che era già sugli 80°C. Con calma abbiamo riempito il lavabo con acqua fredda fino a ricoprire la damigiana al flash. Nell’attesa che la temperatura scendesse intorno ai 30°C ho preparato un piccolo starter con del malto liquido rimasto nella baccinella e acqua tiepida. Abbiamo travasato metà mosto nella damigiana 1 con un tubo cristallo da travaso e abbiamo aggiunto 2 litri di acqua minerale naturale in bottiglia. Proprio mentre rabboccavamo la 1, abbiamo sentito un “creeck”…Aparentemente niente era rotto tra l’attrezzatura. Apparentemente. Com’è ben visibile dalla foto qui a fianco, la damigiana 2 si è insipegabilmente micro crepata e perde poche gocce di mosto. Ora, che si è compattato il fondo e il mosto nella crepa si è seccato, sembra che l’emorragia sia cessata o comunque sotto controllo. Fatto stà che dovrò buttare quella dannata damigiana. All’inoculo la densità iniziale era di 1064: dodici punti oltre quella prevista da Promash, spero che l’S-04 abbia un buon potere fermentativo, altrimenti mi ritroverò con un bibitone dolciastro. La fermentazione procede bene, senza rumori molesti e gogoglii vari, riesco a tenerla costante sull’optimum di vita (20°C) aprendo e chiudendo la finestra a intervalli per nulla regolari…dopotutto ho anche altro da fare. A stasera per l’aggiornamento della gravità e contorllare così, come stanno lavorando i miei piccoli esserini.
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Sam

Enologo mancato, poi informatico, ho riversato sia le conoscenze acquisite che l'interesse per la biologia e la chimica enologica nella produzione casalinga di birre e altre bevande fermentate. Nel 2006 la prima birra auto prodotta, poi un periodo di buio di 10 anni, ma il tullicottero è rinato come una fenice dalle ceneri ed è più attivo che mai. Mi baso su un principio fondamentale: prima si studia e poi si fanno le domande. Mi tengo il più possibile lontano da forum e communities.
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