Progettazione del (nuovo) impianto eibhlín

Impianto eibhlín beerHo passato un mese a rileggere e studiare il manuale La tua birra fatta in casa. Ho capito che mi è andata bene in passato, avendo fatto non proprio tutto secondo i crismi. Ora ho disegnato l’impianto produttivo, pensando per il momento di fare E+G ad alta fermentazione.

Il cuore dell’impianto sarà elettrico

Dopo essermi procurato il rubinetto da attaccare alla mia pentolaccia di alluminio, sabato ho deciso bene di montarlo. Peccato che ho fatto un disastro e, per farla breve, sono senza pentola…Va bene, avevo già in mente di sostituire quella lattina con una pentola seria per fare E+G e da qualche tempo mi trastullavo nella indecisione di scegliere una pentola elettrica o no, avendo messo gli occhi sulla [amazon text=Beerfest di Klarstein&asin=B00WKTUT1O].

L’indecisione è durata giusto fino a domenica sera quando, forte già degli ottimi pareri dei molti online, ho avuto anche l’approvazione del contabile di casa.

Quindi da quando tornerà disponibile a marzo, l’impianto eibhlín si arricchirà di una pentola elettrica, che sarà la mia caldaia di ebollizione fintanto che non passerò al all-grain.

il Raffreddamento

Ho anche deciso di introdurre uno scambiatore a piastre – questo già prima di danneggiare irreparabilmente la mia lattina – optando per un consumo minore d’acqua, in efficienza maggiore e in un ingombro ridotto (cosa non da poco). Devo ancora capire quante piastre servono, considerando che la mia produzione sarà di non oltre 15 litri. Mi attendono un po’ di calcoli di termodinamica dei fluidi…

La pompa

L’inserimento dello scambiatore mi induce a credere di dover inserire nell’impianto anche una pompa che verrebbe usata anche nei travasi di ossigenazione. Qui opterò per una Solar da 12v fino a 14lt/min.

Ho già visto anche i variatori di tensione che mi serviranno per regolare il flusso del mosto in ingresso, agendo sulla temperatura del mosto in uscita. Forse la soluzione ottimale sarebbe comandare due pompe che girino alla stessa velocità per avere i due flussi opposti (caldo-freddo) equivalenti. Questa me la segno per il futuro…

Il futuro in BIAB

Per quanto questa tecnica mi lasci un po’ perplesso, anche considerando il parere di Bertinotti in merito, penso che possa essere ciò che mi aspetta volendo passare al all-grain e dovendo fare i conti con l’ingombro di 2 pentole ecc.

Ho già parecchie idee per la realizzazione del sacco in mussola, che esporrò prossimamente sul blog.

In somma, da qui a marzo ho ancora tempo per recuperare un po’ di cose oltre la pentola, come un tino per i travasi e la maturazione e rivedere la mia prossima ricetta di cui non voglio ancora svelare nulla.

A presto su queste pagine, torno a studiare Papazian.

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Sam

Enologo mancato, poi informatico, ho riversato sia le conoscenze acquisite che l'interesse per la biologia e la chimica enologica nella produzione casalinga di birre e altre bevande fermentate. Nel 2006 la prima birra auto prodotta, poi un periodo di buio di 10 anni, ma il tullicottero è rinato come una fenice dalle ceneri ed è più attivo che mai. Mi baso su un principio fondamentale: prima si studia e poi si fanno le domande. Mi tengo il più possibile lontano da forum e communities.

Ciao!
Sono HB da 12 anni e se non ti offendi posso dirti due cose.
Prima di tutto il fatto che la tua pentola d’alluminio si sia resa inservibile è una fortuna. L’alluminio è un semimetallo e sia con acidi che con basi entra un po’ in soluzione e te lo bevi. Non fa bene. Passa all’acciaio.
Mi domandavo a cosa serviva quel serbatoio tra lo scambiatore e il fermentatore. In genere dallo scambiatore si va dritti in fermentatore per evitare e limitare al massimo le contaminazioni, più rischiose a freddo. Le diluizioni a freddo sono altamente sconsigliate: stai aggiungendo acqua non sterile ad un mosto. Anche l’ossigenazione la puoi fare in fermentatore (pompa per acquari con filtro sterile e diffusore in acciaio poroso o ceramica), bastano pochi minuti.
Poi: per lo scambiatore a piastre non c’è bisogno di calcoli di meccanica e trmodinamica dei fluidi, i venditori già ti dicono per quanti litri è indicato ogni scambiatore che hanno. E per l’acqua fredda ti basta la pressione di rete. Per il mosto in genere non c’è bisogno di una pompa, ti basta che sia in caduta dalla pentola. Anche perché se la pompa aspirasse troppo dalla pentola, ti sconvolgerebbe, trascinandoselo via, il tortino che si forma al fondo della pentola dopo il whirlpool.
La pompa al limite potrebbe servirti se non hai voglia di sollevare le pentole. Certo, per quei volumi (15 litri) è superflua (io ne faccio 20 e sposto le cose a mano). Diventa invece una cosa importante quando le pentole iniziano ad essere capienti e pesanti.
Buon divertimento 🙂

Ciao Kat,

assolutamente ogni consiglio è ben accetto e mi fa molto piacere. Prenderò in considerazione di non utilizzare la pompa e di sfruttare la caduta libera in uscita dalla pentola, soprattutto perché sto anche avendo ripensamenti sul fatto di usare lo scambiatore a piaste. Ho paura che si intasi e sia impossibile da pulire a fondo. Ad oggi ho sempre usato il metodo dell’ebollizione concentrata e nell’ultima cotta di ieri ho usato per, il raffreddamento, acqua a 5°C. Per tutte le cotte ho sempre usato acqua in bottiglia, ieri per il 90%. Però ho visto che questo metodo è assolutamente un palliativo che non voglio replicare, non tanto per il rischio di contaminazione, quanto per il fatto che la resistenza della caldaia, dimensionata per scaldare fino a 26 litri, con volumi così piccoli (11 litri su 23 finali) scalda troppo e rischia di caramellare il mosto, complice anche (e soprattutto) il termostato scadente.

Ti ringrazio ancora per il commento prezioso e costruttivo. Spero continuerai a seguire le mie avventure.

PS. Mi trovi anche su Tapatalk.

Sam

Ciao bello!!

Innanzitutto complimenti per l’acquisto, la Klarstein è un’ottima pentola (quando non arriva malfunzionante come ad alcuni, ma questa è un’altra storia).
Mi associo ai commenti di KAT, che ti ha dato ottimi consigli.
Io come esperienza ho fatto una decina di kit (ho iniziato 7 anni fa e “ai tempi” pensare a tecniche piu’ complesse non era molto fattibile. Poi ho fatto una cotta in E+G e poi mi son detto “ma chi me lo fa fare di fare E+G quando aggiungendo una sacca posso fare BIAB, quindi All-Grain?” da li ho iniziato BIAB, dapprima su fornello da cucina con pochissimi litri, poi pian piano aumentando litri e comprando attrezzatura. Ora faccio BIAB con pentola elettrica da 40 litri BUFFALO.

E’ proprio questo il punto, chi te lo fa fare di brassare in E+G quando con quella pentola ti basta una sacca (tra l’altro in alcuni siti trovi la sacca fatta apposta per il Klarstein, ma non mi trovo piu’ il link altrimenti te l’avrei girato. Se chiedi nei forum trovi sicuro qualcuno che te lo da) e sei già a posto?
Dovresti già avere doppiofondo e rubinetto con quella, volendo strafare ti compri una pompa Solar Project e qualche metro di tubo in silicone e ti fai anche il ricircolo del mosto (ma per iniziare non è fondamentale, basta mescolare ogni tanto).
Poi piu’ avanti ti compri e costruisci anche un termostato con PID o implementi ArdBir ed hai un sistema completamente automatizzato.
Guarda il mio blog, trovi la guida con tutti i link per l’acquisto dei materiali che ho usato io (pentole diverse, ma i materiali bene o male son quelli).

http://ddhomebrewers.blogspot.it/

Per raffreddare con lo scambiatore ti basta metterlo piu’ in basso rispetto alla pentola. Praticamente devi avere pentola, sotto lo scambiatore e sotto ancora il fermentatore. Ma lo scambiatore già ce l’hai? altrimenti puoi chiedere all’utente cri091 del forum areabirra di costruirti un controflusso. Sicuramente è piu’ economico e funziona alla stessa maniera.
http://forum.areabirra.it/topic/20279-sponsored-post-produzione-e-vendita-fondi-filtranti-e-hop-spider/
Lo stesso utente costruisce anche Hop-Spider su misura, utili per mettere in infusione il luppolo. Anche questi molto competitivi come prezzo (ne ho presi 2). Fa anche doppifondi ma quello ce l’hai già con la Klarstein.

E+G aveva senso qualche anno fa, quando il BIAB non era ancora conosciuto al di fuori dell’Australia. ora come ora sinceramente non vedo il motivo di fare birre con quel metodo, se non per mancanza di pentola di dimensioni adeguate (hai già la Klarstein, quindi non è il tuo caso).

Se hai domande chiedimi pure, per quel che so ti rispondo volentieri.

Ciaoo!!

Ciao! Andando con ordine… ho ripreso con l’E+G per fare un passo alla volta, per prenderci la mano, capire come gestire i volumi, conoscere la pentola nuova ecc. Il BIAB è li che mi aspetta, nel senso che sto già studiando e raccogliendo informazioni su questa tecnica partendo dai forum, dove purtroppo è difficile fare chiarezza. Il primo scoglio, per esempio: il materiale della sacca… Certo, potrei comprarla già fatta cercando quella di Klarstein (che sembra scomparsa dalla rete), ma poi mi sono ricordato che questo è un hobby, se compro tutto già fatto alla fine è facile… I primi homebrewers si sono inventati tutto, adattandosi a quello che si aveva in casa o facilmente reperibile. Quindi dopo tanto leggere, mi sono fatto un’idea un mio progetto di sacca e quando sarà il tempo giusto la realizzerò io stesso, magari sbagliando, ma sarà la MIA sacca… L’all grain ha delle complicazioni in costi anche, oltre alla sacca dovrei procurarmi una struttura per issarla, un pannello di controllo con un termostato serio e una sonda di bacbrewing. Darò certamente un occhio alla tua soluzione.
Per quanto riguarda lo scambiatore non ce l’ho ancora, per ora su consiglio di kat ho escluso l’uso di pompe affidando tutto al travaso per caduta. Sto puntando la serpentina in inox su birramia, con un dubbio che mi sta sorgendo riguardo ai volumi, ovvero: con BIAB devo mettere subito tutta l’acqua in pentola contando quella che rimarrebbe poi nelle trebbie, nel trub, nei travasi; praticamente andrei a produrre 19 litri usando tutta la capienza della pentola (26 lt). Temo di non avere sufficiente capienza per immergere anche la serpentina e a questo punto lo scambiatore in controflusso potrebbe essere la terza ipotesi vincente.
Il luppolo in pellet lo eviterò accuratamente, whirpool o non whirpool! 🙂

Grazie per i consigli, a presto.

Sam

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