Studiare. Ce lo dicono anche Kuaska e Schigi

“Mollare il computer e studiare” è questo il messaggio di Kuaska – alias Lorenzo da Bove – condiviso anche da Luigi Schigi, riportato nell’intervista doppia su Youtube, firmata da Mondo Birra e Beer in Italy.

Spegnere il computer e studiare.

I due guru hanno una visione divergente sulla miriade di siti, forum e blog gestiti da appassionati più o meno esperti e competenti. Schigi è un frequentatore attivo, mentre per Kuaska andrebbero “sciolti nell’acido” i blog di quelli che con la loro attività non fanno altro che danneggiare il lavoro fatto finora di diffusione della cultura birraria in Italia.  I due si incontrano però su un punto: prima di scrivere bisogna studiare. E’ superfluo dire che non vogliamo essere sciolti in acido e che lo scopo principale di eibhlín blog è quello di contribuire attivamente alla diffusione della cultura della birra di qualità e del homebrewing nel nostro paese. Lo facciamo da sempre attraverso la pubblicazione del diario di produzione – dove raccontiamo quello che accade nella realizzazione pratica delle cotte – e da quest’anno cercheremo di aggiungere contenuti che possano alimentare la conoscenza e la diffusione della birra di qualità.

Imparare l’homebrewing anche dai libri

manuali brassicoliIl miglior modo per accrescere le conoscenze e migliorare la pratica, perfezionandola è studiando sui libri oltre che confrontarsi con altri appassionati sul web. L’esperienza pratica di chi scrive ha da migliorare e le competenze posso certo essere perfezionate. Attualmente le fonti della nostra conoscenza su carta sono l’ottimo manuale scritto da Davide Bertinotti e Max Faraggi La tua birra fatta in casa ed.FAG (prezioso regalo ricevuto qualche anno fa) e due nuovi acquisti:

Di questi il primo riporta fino a 90 ricette, per produrre birra, sidro e idromele, riviste scalate a 23 litri di produzione da Bertinotti e Faraggi. Bellissimo… Il secondo manuale, giunto alla quarta edizione, è scritto da Charlie Paparzian, fondatore del AHA (America Hombrewers Association), presidente dell’associazione degli Hombrewers, ideatore del America Beer Festival e dei mondiali di birra…(Beer World Cup). In 450 pagine ha provato a raccogliere lo scibile sull’homebrewing (in inglese).

Se siete aspiranti homebrewers o alle prime armi, il consiglio è quello di non affidarvi soltanto ai contenuti gratuiti fruibili in rete, ma di costruire le basi della vostra conoscenza su questi manuali; sicuramente non dovrebbe mancare nelle vostre case…ehm…laboratori il primo: La tua birra fatta in casa che spiega in modo semplice, chiaro ma competente e preciso molteplici aspetti della produzione della birra casalinga.

Va bene, il post è finito. Spegnere il computer e studiare!!

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Sam

Enologo mancato, poi informatico, ho riversato sia le conoscenze acquisite che l'interesse per la biologia e la chimica enologica nella produzione casalinga di birre e altre bevande fermentate. Nel 2006 la prima birra auto prodotta, poi un periodo di buio di 10 anni, ma il tullicottero è rinato come una fenice dalle ceneri ed è più attivo che mai. Mi baso su un principio fondamentale: prima si studia e poi si fanno le domande. Mi tengo il più possibile lontano da forum e communities.

Innanzitutto mi associo al coro dicendo “studiare studiare studiare”, è FONDAMENTALE sapere bene cosa stiamo facendo quando andiamo a produrre. Sapere PERCHE’ stiamo portando il mosto a quella temperatura per quei minuti e se realmente è utile e necessario farlo. Spesso in homebrewing (io sono il primo ad averlo fatto piu’ volte in passato) si tende a seguire la ricetta pre-configurata e studiata sul sistema di chi l’ha creata e si sottovaluta la personalizzazione al proprio impianto. Fare tanti step non utili per il grist che si ha a volte causa problemi sulla schiuma e sulla sua persistenza, sulle conversioni degli zuccheri, in generale è sempre meglio capire cosa si sta facendo, altrimenti è meglio non avventurarsi.
Le prime cotte che facevo in BIAB erano seguendo una scaletta, come fosse una ricetta di cucina. Poi col tempo ho capito che non è così…
Parlando dei libri:
I due di Bertinotti e Faraggi sono OTTIMI, “La tua birra fatta in casa” è una lettura fondamentale per chiunque si affacci al mondo dell’homebrew, che sia da kit o da all-grain… tante informazioni utili e spiegate bene (spesso troppo, alcune parti le avrei tralasciate).
Quello con le ricette, sebbene snobbato da molti e seppur le recensioni degli utenti non siano delle migliori, a me è utilissimo. Non sono solito copiare di sana pianta le birre altrui, ma da un buono spunto per ogni stile birrario. Le ricette inserite sono tutte ricette che hanno partecipato o vinto concorsi, quindi sono tutte valide.
The Complete Joy of Homebrewing non ce l’ho. Ho duecentomila libri e riviste, ma quello mi manca. Dicono sia ben fatto, ma da quel che ho letto dev’essere il classico libro che insegna, partendo dalle basi, non è quello che mi serve ora e per adesso passo.

Un libro che è invece FONDAMENTALE se vuoi intraprendere la carriera all grain è “Progettare Grandi Birre”. Già da tempo si trova in italiano ed è uscita da poco la revisione/ristampa. E’ veramente una bibbia da imparare a memoria. La prima parte è molto tecnica, con molte formule e molti concetti avanzati. Se ti ci metti d’impegno è pero’ fondamentale per capire come funziona il processo homebrewing e dove puoi agire quando, in fase di produzione, sei fuori dai target della ricetta. La seconda parte ti da la storia e le indicazioni per produrre tutti gli stili principali.

Se posso darti un altro consiglio io mi sto godendo un sacco gli speciali della rivista “Brew Your Own”, sono dei numeri della rivista dedicati a specifici stili o ingredienti. Io ho preso “250 classic clone recipes” che contiene appunto tante ricette per clonare birre artigianali commerciali (non solo americane), “IPA style guide”, utilissimo per capire al meglio le birre luppolate. Se ti piace lo stile (io lo adoro) è un must-have, “Hop Lovers Guide” è una guida generale al luppolo come ingrediente. Ancora non l’ho letto quindi non posso dare giudizi, ma penso non sia proprio necessario ma facoltativo. “30 great beer styles” approfondisce 30 stili classici spiegandone le caratteristiche e tutto il resto (utilissimo anche questo).

Ciao, Progettare Grandi Birre sarà certamente il mio prossimo acquisto, mentre posso dire che il libro di ricette di Faraggi/Bertinotti lo uso come spunto. Non mi piace copiare pari-pari le ricette, mi piace prenderle come esempio e poi metterci del mio, partendo già dall’adattamento a E+G. Gli speciali di BYO li conosco, so che si possono acquistare alcuni numeri e sicuramente prenderò qualcosa. Di recente ho trovato usato in UK Beer Companion di Michel Jackson, tutto da studiare, sulla storia degli stili birrari. Posso confermarti che se hai già esperienza il Complete Joy of Homebrewing non può servirti più di tanto, ma esiste anche il secondo volume più avanzato. Probabilmente in futuro lo prenderò. Papazian è IL guru dell’homebrewing.
In rete mi sto rendendo conto di quanta sporcizia ci sia, tante domande poste sui forum troverebbero facili risposte da una semplice lettura di uno dei titoli che abbiamo citato…

Grazie per i suggerimenti, spero continuerai a seguirmi.

Sam

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