eibhlín simplí, avvio di fermentazione faticoso per un errore banale

Sono passati ormai due giorni dall’inoculo con lieviti Coopers della eibhlín simplí, due giorni di quiete e dormienza che, parlando di fermentazione, non vanno affatto bene.

L’errore: la eibhlín simplí a rischio

Martedì sera ho sbagliato e sottovalutato la fase di inoculo dei lieviti. Per facilitare il risveglio dell’attività dei funghi, avevo disciolto l’intera bustina da 7g di lievito Coopers in un litro di mosto ben ossigenato prima di riversare il tutto nei restanti 22 litri di eibhlín simplí nel fermentino. Purtroppo però la temperatura del mosto era troppo bassa (20°-21°C) e il fermentatore è rimasto tutta la prima notte nudo a 18°-19°C, rendendo quindi il risveglio un po’ sofferto ai lieviti che avranno certamente preferito continuare a dormire, piuttosto che gozzovigliare con gli zuccheri.

In passato non avevo avuto problemi con lo S-04 che aveva lavorato pressoché nelle stesse condizioni (anche se oggettivamente la quantità di mosto da fermentare era decisamente minore). Sospetto che oltre alla mia leggerezza, potrebbe aver contribuito anche un minor potere fermentativo del lievito Coopers e una popolazione insufficiente nella mia simplí: avrei dovuto avere il doppio delle cellule stando alle dosi consigliate di 50-80g/hl.

Il rimedio

Superato quindi il terrore di dover buttare via tutto, sono intervenuto subito per cercare di rimediare e migliorare le condizioni vitali dei mei piccoli amici unicellulari in questo modo:

  • Rimescolata generale per ossigenare -> un poco di ossigeno favorisce la respirazione e la riproduzione dei lieviti che si rinforzano prima di affrontare la fermentazione degli zuccheri.
  • Copertina di lana per avvolgere il fermentino -> hanno cominciato a moltiplicarsi.
  • Avvicinamento del fermentatore a 30 cm di distanza dal calorifero.

Il buon esito

Stamattina c’era già una gran festa nel fermentatore della simplí! I gorgoglii e i borbottii sono musica e insieme alla schiuma sulla superficie sono la conferma che tutto procede per il verso giusto. L’intervento ha funzionato e quindi non è più necessario lasciare il fermentino vicino ad una fonte di calore che potrebbe anzi danneggiare il lavoro dei lieviti. Questa sera affronteremo la prima misurazione di densità.

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Sam

Enologo mancato, poi informatico, ho riversato sia le conoscenze acquisite che l'interesse per la biologia e la chimica enologica nella produzione casalinga di birre e altre bevande fermentate. Nel 2006 la prima birra auto prodotta, poi un periodo di buio di 10 anni, ma il tullicottero è rinato come una fenice dalle ceneri ed è più attivo che mai. Mi baso su un principio fondamentale: prima si studia e poi si fanno le domande. Mi tengo il più possibile lontano da forum e communities.
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